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A Palazzo Gambuzza prende forma la collezione d’arte della Città di Ispica.Il primo artista ad inaugurare l’iniziativa è Marco Di Giovanni
Lunedì 09 Giugno 2014 00:00

A Palazzo Gambuzza prende forma la collezione d’arte della Città di Ispica.Il primo artista ad inaugurare l’iniziativa è Marco Di Giovanni (per il PDF, cliccate qui)

Ispica, 9 giugno 2014 – In questi giorni ha mosso i primi passi la collezione di arte contemporanea di Palazzo Gambuzza a Ispica (Ragusa).
La formula che i proprietari della maison hanno proposto agli artisti è quella della residenza, ovvero il soggiorno durante il quale trarre conoscenza, ispirazione e spunti da sviluppare poi nell’opera che sarà donata alla proprietà.
La scelta degli artisti è stata delegata dai titolari di Palazzo Gambuzza all’esperienza di Marina Affanni della galleria Il chiostro arte contemporanea di Saronno e a Chiara Gatti, storica e giornalista d’arte per la Repubblica, al fine di garantire livello e qualità degli autori che saranno ospiti della casa.
La rosa degli inviti sarà infatti definita sulla base dei curricula, per quanto la scelta si orienterà anche sull’inclinazione degli stessi artisti a esaltare le qualità del territorio, come evidenziabile nel percorso degli stessi. La fase di soggiorno e produzione delle opere, svincolata quest’ultima da condizionamenti di linguaggio (pittura, scultura, fotografia, installazione, video…) sarà accompagnata da una serie di incontri con gli artisti, con il curatore e con i critici di volta in volta invitati ad arricchire il confronto e lo scambio culturale.
Ha dato il via a questo percorso d’arte lo scultore Marco Di Giovanni, classe 1976. La sua ricerca si incentra su materiali di recupero, dai residui ferrosi ai suoi vecchi indumenti , che vengono riassemblati e portati a nuova vita tramite l' inserimento di lenti che permettono di vedere ciò che accade- o ciò che è conservato - al loro interno. Di frequente protagonista di azioni in occasione della presentazione delle sue opere, Di Giovanni gioca con ironia sui meccanismi della visione e, al contempo, organizza strutture scultoree dal forte impatto visivo, in uno scambio ininterrotto tra la persistenza e la mutabilità dei materiali e delle forme, sempre pensati ed installati in stretto rapporto con lo spazio espositivo. Tubature, cisterne, barili e vecchie valigie sono trasformati in singolari costruzioni in cui è possibile vedere l’interno, spesso la terra, talvolta stanze di lontana memoria e ancora persone vere in performance, che incontrano la visione attraverso lenti grandangolari o spioncini. Di Giovanni ha frequentato l’Accademia d’Arte di Bologna. Le prime esposizioni personali di Marco Di Giovanni si tengono in spazi alternativi, ma di seguito si è impegnato in un´intensa attivitá espositiva, sia in Italia che all´estero, di cui si ricordano le personali del 2005 “Gocce di sudore” al Chiostro di Saronno e “Fuori di Terra” nei Giardini di villa Guastavillani, a Bologna; ha realizzato installazioni per il cortile interno della Casa del Mantegna a Mantova, il MAMbo a Bologna e la Mole Vanvitelliana ad Ancona. Del 2011 è il ciclo di mostre itineranti dal titolo NORD presso Unicredit Kunstraum am Viktualienmarkt, Monaco, Antonella Cattani Contemporary Art, Bolzano; galleria Galica, Milano. Nel 2013 ha partecipato alla mostra “La grande Magia”, al Museo MAMbo di Bologna. In contemporanea con la residenza a Palazzo Gambuzza l’opera di Marco Di Giovanni è presente in due importanti manifestazioni internazionali: il Premio VAF, alla Schaufler Foundation di Sindelfingen e la mostra personale alla Mila Kunstgalerie di Berlino, entrambe in Germania.
Nelle intenzioni dei proprietari, la collezione permanente del Palazzo sarà fruibile non solo dagli ospiti dell’albergo, ma anche e soprattutto dai visitatori esterni, perché lo spazio espositivo sarà aperto alla città e costituirà il primo centro di sperimentazione sull’arte contemporanea della zona del ragusano.
Palazzo Gambuzza
Palazzo Gambuzza è un’ antica dimora nobiliare dell'inizio del 1700, recentemente restaurata in modo accurato da privati che ne hanno ricavato 8 suites che possono ospitare fino a 35 persone.
Il Palazzo, situato in pieno centro storico, è una delle poche strutture ricettive della città barocca e si affaccia su uno dei più importanti monumenti della zona: il Loggiato del Sinatra, monumento nazionale da 1908, deputato ad entrare nel patrimonio mondiale dell' Unesco.
Per saperne di più www.palazzogambuzza.it
Cenni sul territorio - ISPICA
A circa 30 chilometri da Ragusa, posta al limite più orientale della sua provincia, sorge Ispica, a 170 metri circa dal livello del mare, da cui dista 6 chilometri. Chiamata sino al 1935 Spaccaforno, dal latino Speca, che significa grotte, in riferimento alle tante tombe a forno che caratterizzano la Cava, Ispica è popolata da poco meno di 15.000 abitanti e basa la propria economia sull'agricoltura: olio, mandorle, vino, ortaggi, soprattutto carote, che hanno ottenuto il marchio IGP e che sono le protagoniste di una manifestazione annuale chiamata “Carotispica” .
La città comprende un'area di impianto settecentesco, con una maglia stradale a scacchiera e un'area di impianto medievale con tracciati viari irregolari.
Il centro ruota intorno a piazza Regina Margherita su cui si affacciano la Chiesa Madre, S. Bartolomeo, e Palazzo Bruno (1910) caratterizzato da una torretta angolare.
Alle spalle della Chiesa si trova Corso Umberto, che conduce al Municipio della città, Palazzo Bruno di Belmonte, opera di Ernesto Basile e gioiello liberty della cittadina.
L'area archeologica di Cava d'Ispica, che ospita una delle più imponenti catacombe paleocristiane (IV-V sec.), il parco archeologico della Forza (l'area di insediamento più antica), la città storica di stampo liberty e tardo barocco e gli oltre dieci chilometri di spiaggia libera rappresentano la vera attrattiva turistica del luogo.
Per ulteriori informazioni:
Palazzo Gambuzza
Via G.Meli, 6 – 97014 Ispica (RG)
Tel +39 0932950834 Mob. +393939544996
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www.palazzogambuzza.it
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